This episode is part of the Italian listening practice podcast by Arkos Academy.
These episodes are designed for upper-beginner and intermediate learners who want to improve their listening skills through real historical and cultural stories — spoken first at natural speed and then more slowly for dictation practice.
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MICHELANGELO E I PAPI La lealtà di Michelangelo nei confronti di un committente o di un mecenate non era per niente leggendaria: in tutta la sua vita furono diverse le volte in cui voltò le spalle ai propri protettori per perseguire scopi personali. Fu il caso del 1496, quando Michelangelo accettò senza indugiare la proposta del cardinale Riario della Rovere di andare a Roma, abbandonando così i Medici. Con la sua cultura e le sue collezioni, il cardinale Riario aiutò Michelangelo a migliorare il suo stile, oltre a presentarlo a potenziali committenti: ad esempio, il cardinale francese Jean de Bilhères gli commissionò la celeberrima Pietà. Uno dei personaggi più importanti nella vita artistica di Michelangelo fu però papa Giulio II della Rovere, che decise di inserire il genio italiano nel suo programma di governo che intrecciava politica e arte. I rapporti tra Michelangelo e Giulio II non furono rose e fiori: troppo simili erano i loro caratteri, irascibili e orgogliosi, ma grazie a Giulio II, furono commissionati a Michelangelo la sepoltura monumentale del papa e, soprattutto, la volta della Cappella Sistina. Il successore papale, Leone X della famiglia dei Medici, gli ordinò di progettare una monumentale cappella e una biblioteca pubblica nel complesso della chiesa di San Lorenzo, per ospitare degnamente gli appartenenti alla famiglia dei Medici. Un altro soddisfatto protettore di Michelangelo fu papa Paolo III, che lo nominò pittore, scultore e architetto del Palazzo Vaticano. Fu lui che confermò a Michelangelo l’incarico di affrescare la scena del Giudizio universale nella Cappella Sistina, oltre a richiedergli la decorazione della sua cappella privata, da cui prenderà il nome: Cappella Paolina.
Listening n° 168
Buon ascolto!MICHELANGELO E I PAPI La lealtà di Michelangelo nei confronti di un committente o di un mecenate non era per niente leggendaria: in tutta la sua vita furono diverse le volte in cui voltò le spalle ai propri protettori per perseguire scopi personali. Fu il caso del 1496, quando Michelangelo accettò senza indugiare la proposta del cardinale Riario della Rovere di andare a Roma, abbandonando così i Medici. Con la sua cultura e le sue collezioni, il cardinale Riario aiutò Michelangelo a migliorare il suo stile, oltre a presentarlo a potenziali committenti: ad esempio, il cardinale francese Jean de Bilhères gli commissionò la celeberrima Pietà. Uno dei personaggi più importanti nella vita artistica di Michelangelo fu però papa Giulio II della Rovere, che decise di inserire il genio italiano nel suo programma di governo che intrecciava politica e arte. I rapporti tra Michelangelo e Giulio II non furono rose e fiori: troppo simili erano i loro caratteri, irascibili e orgogliosi, ma grazie a Giulio II, furono commissionati a Michelangelo la sepoltura monumentale del papa e, soprattutto, la volta della Cappella Sistina. Il successore papale, Leone X della famiglia dei Medici, gli ordinò di progettare una monumentale cappella e una biblioteca pubblica nel complesso della chiesa di San Lorenzo, per ospitare degnamente gli appartenenti alla famiglia dei Medici. Un altro soddisfatto protettore di Michelangelo fu papa Paolo III, che lo nominò pittore, scultore e architetto del Palazzo Vaticano. Fu lui che confermò a Michelangelo l’incarico di affrescare la scena del Giudizio universale nella Cappella Sistina, oltre a richiedergli la decorazione della sua cappella privata, da cui prenderà il nome: Cappella Paolina.
Domande:
1) Perché il cardinale Riario fu importante nella vita di Michelangelo?
2) Grazie a quali papi fu affrescata la Cappella Sistina?
3) Cosa commissionò papa Leone X a Michelangelo?
