This episode is part of the Italian listening practice podcast by Arkos Academy.
These episodes are designed for upper-beginner and intermediate learners who want to improve their listening skills through real historical and cultural stories — spoken first at natural speed and then more slowly for dictation practice.
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GUERRA, FASCISMO E FUTURISMO Lo abbiamo già detto più volte: uno dei punti cardine del Futurismo era l’omaggio e la volontà di glorificare la guerra, in quanto rappresentava l’unico modo di purificare il mondo. Questa criticata affermazione non deve essere letta come una presa di posizione razzista, bensì come un’ansia di rivoluzione, di ricerca di rinascita dopo una rottura con il passato. Certo, si potrebbe comunque constatare che la frase: “Noi vogliamo glorificare la guerra, sola igiene del mondo”, presente nel primo Manifesto del Futurismo possa sembrare un’affermazione sia spregiudicata, sia ingenua. In ogni caso, la guerra veniva vista dai futuristi – specialmente da quelli della prima generazione – come una maniera di sperimentare coraggio e patriottismo. Non è una coincidenza che molti artisti futuristi si arruolarono come volontari nella Prima Guerra mondiale, ma le conseguenze furono pesanti: Boccioni e Sant’Elia morirono, mentre Carrà ne rimase profondamente scosso. La seconda generazione futurista perse quella carica di rottura e contestazione tipica del primo nucleo di avanguardisti, ma il linguaggio futurista venne comunque scelto dal fascismo per la sua propaganda politica. Lo stesso Marinetti fondò un suo partito politico che in un secondo momento confluì nei Fasci di combattimento, fondati da Mussolini che il padre del futurismo frequentò per alcuni anni. Tuttavia, Marinetti si dimostrò scontento dalla svolta reazionaria di Mussolini e né lui, né altri artisti aderiranno personalmente al partito. Con l’instaurarsi del regime, i futuristi cercarono di tenersi lontani dalla vita politica, non esprimendo né consenso, né dissenso. I futuristi rimasti e quelli che si aggiunsero dopo la morte di Marinetti, avvenuta nel 1944, vennero comunque tacciati come sostenitori del fascismo e per questo disprezzati. Purtroppo, l’equazione futurismo = fascismo danneggiò non solo il movimento e gli artisti dell’epoca, ma anche l’oggettività degli studi e delle ricerche successivi su questa importante avanguardia italiana, un fatto che per troppi anni ha impedito di riconoscerne l’indubbio valore e i giusti meriti.
Listening n° 160
Buon ascolto!GUERRA, FASCISMO E FUTURISMO Lo abbiamo già detto più volte: uno dei punti cardine del Futurismo era l’omaggio e la volontà di glorificare la guerra, in quanto rappresentava l’unico modo di purificare il mondo. Questa criticata affermazione non deve essere letta come una presa di posizione razzista, bensì come un’ansia di rivoluzione, di ricerca di rinascita dopo una rottura con il passato. Certo, si potrebbe comunque constatare che la frase: “Noi vogliamo glorificare la guerra, sola igiene del mondo”, presente nel primo Manifesto del Futurismo possa sembrare un’affermazione sia spregiudicata, sia ingenua. In ogni caso, la guerra veniva vista dai futuristi – specialmente da quelli della prima generazione – come una maniera di sperimentare coraggio e patriottismo. Non è una coincidenza che molti artisti futuristi si arruolarono come volontari nella Prima Guerra mondiale, ma le conseguenze furono pesanti: Boccioni e Sant’Elia morirono, mentre Carrà ne rimase profondamente scosso. La seconda generazione futurista perse quella carica di rottura e contestazione tipica del primo nucleo di avanguardisti, ma il linguaggio futurista venne comunque scelto dal fascismo per la sua propaganda politica. Lo stesso Marinetti fondò un suo partito politico che in un secondo momento confluì nei Fasci di combattimento, fondati da Mussolini che il padre del futurismo frequentò per alcuni anni. Tuttavia, Marinetti si dimostrò scontento dalla svolta reazionaria di Mussolini e né lui, né altri artisti aderiranno personalmente al partito. Con l’instaurarsi del regime, i futuristi cercarono di tenersi lontani dalla vita politica, non esprimendo né consenso, né dissenso. I futuristi rimasti e quelli che si aggiunsero dopo la morte di Marinetti, avvenuta nel 1944, vennero comunque tacciati come sostenitori del fascismo e per questo disprezzati. Purtroppo, l’equazione futurismo = fascismo danneggiò non solo il movimento e gli artisti dell’epoca, ma anche l’oggettività degli studi e delle ricerche successivi su questa importante avanguardia italiana, un fatto che per troppi anni ha impedito di riconoscerne l’indubbio valore e i giusti meriti.
Domande:
1) Cosa pensavano della guerra i futuristi?
2) Cosa capitò quando cominciò a emergere il fascismo?
3) Cosa causò l’associazione del futurismo al fascismo?

2 commenti su “Italian listening practice – Il Futurismo (part 5)”
Che cosa significa “carica di rottura”? Grazie mille.
Ciao! In questo contesto, la “carica” indica l’energia e la forza con le quali si voleva rompere il collegamento con il passato: la prima generazione di futuristi era decisa a rompere ogni legame con il passato e a contestare tutto; la seconda generazione mancava di queste caratteristiche. Spero di averti aiutato a comprendere meglio il testo! 🙂
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