This episode is part of the Italian listening practice podcast by Arkos Academy.
These episodes are designed for upper-beginner and intermediate learners who want to improve their listening skills through real historical and cultural stories — spoken first at natural speed and then more slowly for dictation practice.
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BALLA, BOCCIONI, CARRÀ E GLI ALTRI FUTURISTI Nonostante il suo Manifesto fosse stato letto e dibattuto in tutta Europa, le prime opere futuriste di Marinetti non ricevettero lo stesso successo, anzi: alcuni suoi testi furono accusati di oltraggio al pudore, come il romanzo del 1910 Mafarka il futurista. Al di là di questi primi insuccessi personali, l’avanguardia futurista cominciò proprio in quell’anno – il 1910 – ad accogliere dei nuovi membri: i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, il poeta Aldo Palazzeschi e altri condivisero gli elementi propri del Futurismo e, insieme a Marinetti, crearono le “serate futuriste”. Molti altri artisti cominciarono a condividere e a seguire i capisaldi del Futurismo, facendosi conoscere in patria e all’estero. Tuttavia, possiamo individuare un gruppo ristretto di artisti futuristi, coloro che formarono il primo nucleo dell’avanguardia, la prima generazione. Il pittore e scultore futurista Umberto Boccioni fu un esponente di spicco dell’avanguardia e la sua concezione visiva del movimento, oltre alla sua ricerca sui rapporti tra oggetti e spazio, influenzarono notevolmente il destino della pittura e della scultura del XX secolo. Carlo Carrà, pittore e docente presso l’Accademia di Brera e amico di Antonio Sant’Elia, illustre architetto futurista, aderì al futurismo fino al 1916, quando diede avvio alla corrente metafisica insieme a Giorgio De Chirico. Nonostante la sua permanenza a Parigi, il pittore Gino Severini fu invitato da Marinetti a firmare il manifesto della pittura futurista insieme a Balla, Boccioni, Carrà e Russolo. Fu l’organizzatore della prima mostra dei futuristi italiani presso la Galleria Bernheim-Jeune e svolse l’importante ruolo di collegamento fra le sensibilità cubiste e futuriste. Luigi Russolo, compositore, pittore e inventore, teorizzò nel manifesto “L’arte dei rumori” l’utilizzo del rumore per comporre una musica completamente costituita da rumori puri, anziché da suoni armonici. Infine, Giacomo Balla, oltre a essere un pittore, scultore e scenografo, si concentrò su uno stile letterario introdotto dal Futurismo: le “Parole in libertà”. Questo stile annullava ogni legame sintattico o grammaticale tra le parole del testo, abolendo punteggiatura, accenti e apostrofi.
Listening n° 156
Buon ascolto!BALLA, BOCCIONI, CARRÀ E GLI ALTRI FUTURISTI Nonostante il suo Manifesto fosse stato letto e dibattuto in tutta Europa, le prime opere futuriste di Marinetti non ricevettero lo stesso successo, anzi: alcuni suoi testi furono accusati di oltraggio al pudore, come il romanzo del 1910 Mafarka il futurista. Al di là di questi primi insuccessi personali, l’avanguardia futurista cominciò proprio in quell’anno – il 1910 – ad accogliere dei nuovi membri: i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, il poeta Aldo Palazzeschi e altri condivisero gli elementi propri del Futurismo e, insieme a Marinetti, crearono le “serate futuriste”. Molti altri artisti cominciarono a condividere e a seguire i capisaldi del Futurismo, facendosi conoscere in patria e all’estero. Tuttavia, possiamo individuare un gruppo ristretto di artisti futuristi, coloro che formarono il primo nucleo dell’avanguardia, la prima generazione. Il pittore e scultore futurista Umberto Boccioni fu un esponente di spicco dell’avanguardia e la sua concezione visiva del movimento, oltre alla sua ricerca sui rapporti tra oggetti e spazio, influenzarono notevolmente il destino della pittura e della scultura del XX secolo. Carlo Carrà, pittore e docente presso l’Accademia di Brera e amico di Antonio Sant’Elia, illustre architetto futurista, aderì al futurismo fino al 1916, quando diede avvio alla corrente metafisica insieme a Giorgio De Chirico. Nonostante la sua permanenza a Parigi, il pittore Gino Severini fu invitato da Marinetti a firmare il manifesto della pittura futurista insieme a Balla, Boccioni, Carrà e Russolo. Fu l’organizzatore della prima mostra dei futuristi italiani presso la Galleria Bernheim-Jeune e svolse l’importante ruolo di collegamento fra le sensibilità cubiste e futuriste. Luigi Russolo, compositore, pittore e inventore, teorizzò nel manifesto “L’arte dei rumori” l’utilizzo del rumore per comporre una musica completamente costituita da rumori puri, anziché da suoni armonici. Infine, Giacomo Balla, oltre a essere un pittore, scultore e scenografo, si concentrò su uno stile letterario introdotto dal Futurismo: le “Parole in libertà”. Questo stile annullava ogni legame sintattico o grammaticale tra le parole del testo, abolendo punteggiatura, accenti e apostrofi.
Domande:
1) Cosa accadde nel 1910?
2) Quali sono i membri della prima generazione futurista?
3) Cosa sono “Parole in libertà”?
