This episode is part of the Italian listening practice podcast by Arkos Academy.
These episodes are designed for upper-beginner and intermediate learners who want to improve their listening skills through real historical and cultural stories — spoken first at natural speed and then more slowly for dictation practice.
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FIAT E URSS: L’AFFARE DEL SECOLO? Tra le diverse esperienze con gli Stati esteri che ha avuto la FIAT, è senz’altro da citare il rapporto con l’Unione Sovietica. Sotto i governi di Chruščëv e successivamente di Brežnev, nell’Unione Sovietica si cominciò a voler importare e imparare conoscenze tecniche dall’Occidente, senza assorbirne i concetti consumistici. In particolare, si fecero delle ricerche più approfondito sul mercato automobilistico: negli anni Cinquanta, nell’Unione Sovietica, poche persone potevano permettersi una macchina e l’automobile rappresentava ancora un simbolo elitario o legato a personaggi di potere. Si volle perciò capire quale modello di auto fosse il più adatto al cittadino sovietico. Il 1962 fu un anno decisivo: la FIAT partecipò alla Mostra delle Realizzazioni delle Industrie Italiane che si teneva a Mosca e questo permise al governo sovietico di osservare il lavoro degli ingegneri italiani, giudicandolo impressionante. L’URSS decise di costruire un enorme stabilimento di produzione auto, chiamato VAZ, che in italiano significa Impianto Automobilistico sul Volga. La VAZ fu costruita nel 1964 attorno alla città di Togliatti, rinominata in questo modo in onore del politico comunista italiano Palmiro Togliatti, morto nello stesso anno. Vittorio Valletta, amministratore delegato della FIAT, e il ministro dell’industria automobilistica dell’URSS, Aleksandr Tarasov, firmarono il 15 agosto 1966 un accordo che venne definito l’affare del secolo: gli italiani avrebbero aiutato a dare assistenza tecnica e a organizzare l’impianto della VAZ, mentre i sovietici avrebbero ottenuto la licenza per produrre la Fiat 124, destinata a diventare la Žiguli, la macchina del popolo sovietico. La FIAT aveva forti interessi: entrare per primi nel mercato sovietico dell’automobile, significava ottenere un vantaggio competitivo in tutta l’Europa orientale; inoltre, il mercato italiano dava i primi segni di saturazione, mentre quello europeo contava sempre più concorrenti agguerriti. Tuttavia, il modello della Fiat 124 venne modificato dagli ingegneri della VAZ per il 65%, in modo da adattarsi meglio alle condizioni delle strade e della società sovietica. Il tanto decantato “affare del secolo” si trasformò quasi in un buco nell’acqua: i costi e gli oneri che FIAT dovette sostenere per le spedizioni di forniture e pezzi di ricambio fece fallire questo ambizioso tentativo dell’imprenditoria italiana.
Listening n° 151
Buon ascolto!FIAT E URSS: L’AFFARE DEL SECOLO? Tra le diverse esperienze con gli Stati esteri che ha avuto la FIAT, è senz’altro da citare il rapporto con l’Unione Sovietica. Sotto i governi di Chruščëv e successivamente di Brežnev, nell’Unione Sovietica si cominciò a voler importare e imparare conoscenze tecniche dall’Occidente, senza assorbirne i concetti consumistici. In particolare, si fecero delle ricerche più approfondito sul mercato automobilistico: negli anni Cinquanta, nell’Unione Sovietica, poche persone potevano permettersi una macchina e l’automobile rappresentava ancora un simbolo elitario o legato a personaggi di potere. Si volle perciò capire quale modello di auto fosse il più adatto al cittadino sovietico. Il 1962 fu un anno decisivo: la FIAT partecipò alla Mostra delle Realizzazioni delle Industrie Italiane che si teneva a Mosca e questo permise al governo sovietico di osservare il lavoro degli ingegneri italiani, giudicandolo impressionante. L’URSS decise di costruire un enorme stabilimento di produzione auto, chiamato VAZ, che in italiano significa Impianto Automobilistico sul Volga. La VAZ fu costruita nel 1964 attorno alla città di Togliatti, rinominata in questo modo in onore del politico comunista italiano Palmiro Togliatti, morto nello stesso anno. Vittorio Valletta, amministratore delegato della FIAT, e il ministro dell’industria automobilistica dell’URSS, Aleksandr Tarasov, firmarono il 15 agosto 1966 un accordo che venne definito l’affare del secolo: gli italiani avrebbero aiutato a dare assistenza tecnica e a organizzare l’impianto della VAZ, mentre i sovietici avrebbero ottenuto la licenza per produrre la Fiat 124, destinata a diventare la Žiguli, la macchina del popolo sovietico. La FIAT aveva forti interessi: entrare per primi nel mercato sovietico dell’automobile, significava ottenere un vantaggio competitivo in tutta l’Europa orientale; inoltre, il mercato italiano dava i primi segni di saturazione, mentre quello europeo contava sempre più concorrenti agguerriti. Tuttavia, il modello della Fiat 124 venne modificato dagli ingegneri della VAZ per il 65%, in modo da adattarsi meglio alle condizioni delle strade e della società sovietica. Il tanto decantato “affare del secolo” si trasformò quasi in un buco nell’acqua: i costi e gli oneri che FIAT dovette sostenere per le spedizioni di forniture e pezzi di ricambio fece fallire questo ambizioso tentativo dell’imprenditoria italiana.
Domande:
1) Perché il 1962 fu un anno decisivo?
2) Cosa prevedeva l’accordo tra FIAT e URSS?
3) Fu davvero l’affare del secolo?
